La Regione Veneto non ha fatto emergere il problema PFAS

Quindi la Regione Veneto non ha fatto altro che eseguire le “indicazioni” sui PFAS impartite da altri. E sulla tempestività dell’azione dissento compleamente, se ad oltre 5 anni dalla scoperta del bubbone, ancora vaste zone del Veneto ricevono acqua potabile con concentrazioni di PFAS che in alcuni stati degli USA sarebbero considerate tossiche, mangiano alimenti prodotti nelle zone contaminate anch’essi tossici qualora fossero appicati i nuovi standard sulla TDI contenuti nella bozza dell’EFSA

I politici che governano la Regione Veneto sempre più frequentemente si lanciano in affermazioni che non hanno alcun fondamento sui loro meriti e sul loro impegno riguardo ai risultati induscutibili sulla gestione del caso PFAS in Veneto. Risultati, che è doveroso riconoscerlo, sono stati ottenuti grazie soprattutto alla pressione esercitata dalle associazioni e dai movimenti spontanei di cittadini, in  l’Associazione Medici per l’Ambiente-ISDE Italia Onlus, Il circolo di Legambiente  Perla Blu di Cologna Veneta (VR) e il Coordinamento Acqua libera da PFAS. Solo in seguito, e soltanto  dopo aver dormito per anni, si sono aggiunti altri gruppi, vedi Mamme No PFAS, che sono riusciti a conquistare la scena mediatica e a stabilire rapporti privilegiati con il governatore Zaia e i suoi assessori con i quali, avrebbe detto qualche mamma, “bisogna mediare”. Mediare sulla salute dei suoi figli? Contenta lei ..

Per ritornare all’argomento del mio post, l’ultimo politico che si è lanciato in dichiarazioni roboanti e autoreferenziali sui “meriti” dei governanti regionali è l’assessore Bottacin; questi  che è tornato a lanciare i suoi strali contro Giuseppe Ungherese di Greenpeece, che aveva criticato la Regione Veneto per aver concesso, assieme ad altri enti ed istituzioni, alla Miteni l’autorizzazione a trattare rifiuti contenenti GenX. Sulla tossicità di questo “nuovo” PFAS ho scirtto qui. Nel comunicato stampa N° 984 del 13/07/2018 il Bottacin dischiara “Non si possono lanciare impunemente accuse infondate di negligenza e leggerezza, quando è il Veneto il primo ad aver aperto la strada nel far emergere e nell’affrontare inedite questioni ambientali, come i Pfas”.

Non corrisponde a verità l’affermazione che sia stato il Veneto a far emergere la questione PFAS in Veneto. L’ingegner Bottacin dovrebbe rileggersi la breve cronistoria degli eventi riportata nelle delibere della Giunta Regionale di cui fa parte, per esempio la Deliberazione della Giunta Regionale n. 168 del 20 febbraio 2014 “Pianificazione delle attività a tutela della salute dei soggetti esposti alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) nelle acque potabili” pubblicata sul BUR  n.30 del 30 marzo 2014. Nell’atto si legge, fra l’altro che  “Con nota prot. n. 10774 del 10.05.2013, trasmessa alla Direzione Regionale Prevenzione (oggi Sezione Prevenzione e Sanità Pubblica), il Ministero della Salute – Direzione Generale della Prevenzione Ufficio IV ha richiesto informazioni circa la presenza di sostanze perfluorurate nelle acque superficiali e potabili in vari Comuni veneti con particolare riguardo alla Provincia di Vicenza; ed è stato solo allora che la Regione è venuta a conoscenza della complessità delle questioni inerenti all’oggetto.

Pertanto la Regione Veneto non ha fatto emergere proprio nulla sui PFAS. si è soltanto attivata su richiesta del Ministero per l’Ambiente che aveva fatto compiere all’IRSA-CNR nel biennio 20’11-2013 uno studio sulla distribuzione dei PFAS in Italia. A sua volta il Ministero si era attivato dopo che studi europei avevano dimostrato la presenza di queste molecole nei fiumi e nella catena alimentare italiana.

La stessa delibera così prosegue  “La Regione, attivandosi tempestivamente per conformarsi alle indicazioni ricevute, ha così provveduto ad assicurare tutte le azioni specificamente enumerate nella DGR n. 1490 del 12.08.2013″

Quindi la Regione Veneto non ha fatto altro che eseguire le “indicazioni” sui PFAS impartite da altri. E sulla tempestività dell’azione dissento compleamente, se è vero che ad oltre 5 anni dalla scoperta del bubbone, ancora vaste zone  del Veneto ricevono acqua potabile con concentrazioni di PFAS che in alcuni stati degli USA sarebbero considerate tossiche, mangiano alimenti prodotti nelle zone contaminate anch’essi tossici qualora fossero appicati i nuovi standard sulla TDI contenuti nella bozza dell’EFSA che attende di essere approvata dal marzo 2017. Sulla TDI ho scritto in passato in più occasioni  qui, e ci tornerò nei prossimi giorni.

8 pensieri riguardo “La Regione Veneto non ha fatto emergere il problema PFAS”

  1. Come non essere d’accordo? Una precisazione ci pare d’obbligo per i non addetti ai lavori. CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalita, la Salute e l’Ambiente ) associazione amnbientalista dell’Ovest Vicentino con sede ad Arzignano, non citata dall’articolo , è dal 2013 che sta lottando contro l’inquinamento dei pfas con gazebo, volantini, conferenze e incontri ai quali abbiamo inviatato anche lo stesso Cordiano, nostro iscritto (vedi piazza di Arzignano 2014 e il video prodotto per l’occasione ). E’ però vero che nei primi anni CiLLSA faceva parte anche del Coordinamento Acqua libera da Pfas, citato nell’articolo .

    1. CiLLA è stata ed è ancora oggi una delle associazioni più attive nella difesa dell’ambiente del martoriato territorio vicentino, ma le sue iniziative e i suoi progetti meritori vanno oltre i temi ambientali

  2. Mi dispiace che ancora una volta si critichino le “mamme” solo perché siamo state scelte dai media come immagine di questa lotta per la verità e la giustizia che riguarda tutti. Stiamo solo contribuendo con grandi sforzi ed impegno forse a lei sconosciuti a portare avanti quello che lei e tutti i gruppi citati stanno affrontando da anni. Noi non abbiamo dormito. Semplicemente ci siamo arrivate dopo chi per professione o per impegno civico già conosceva alcune problematiche. Forse ha capito male: noi non mediamo, non ci abbassiamo, non ci facciamo prendere per i fondelli. Noi dialoghiamo con tutti. È diverso. Noi vogliamo incontrare tutti, smuovere tutti. E pretendiamo che chi ha sbagliato venga smascherato e paghi. L’importante poi saranno i risultati raggiunti per il bene di tutti. Non per la gloria.

    1. Non è che per il solo fatto di essere le “mamme” non possiate essere oggetto di critiche per le vostre scelte e il vostro modus operandi. Dovreste chiedervi perché i media, la Regione Veneto, alcuni gruppi parlamentari vi hanno prescelto mentre hanno sempre rifiutato di confrontarsi con ISDE, Greenpeace o CiLLSA per esempio, che pure hanno profuso impegno pari se non superiore al vostro. Molti dei media e dei parlamentari con i quai le mamme vanno oggi a braccetto erano stati da me informati più volte nell’autunno 2013 e poi in seguito e hanno sempre fatto orecchie da mercante. Io non so a nome di quali e quante mamme lei stia parlando. Senza dubbio siete state bravissime ad attirare l’attenzione mediatica, ma io non posso fare a meno di rimarcare alcuni gravissimi errori compiuti dalle mamme che pensano che coloro i quali sono corresponsabili del disastro ambientale, quanto meno a livello politico e non giudiziario, siano oggi chiamati a risolverlo. Basta leggere i resoconti delle audizioni palamentari dei vari sindaci e politicanti veneti per rendersi conto che gli interessi reali sono quelli economici, la tutela dei posti di lavoro, degli agricoltori, delle concerie e degli allevatori. La salute dei cittadini viene dopo per questa gente. E non perdonerò mai quelle mamme che hannno deciso di sottoporre i propri figli alla plasmaferesi, facendosi abbindolare e non credendo alle parole di chi, come me, ha battuto in lungo e in largo a proprie spese il Veneto per informare i cittadini e lavorando, come dice per la gloria. Se non fosse per la gloria, a quest’ora molte delle mamme starebbero ancora a curarsi il proprio focolare domestico e a distribuire merendine e popcorn pieni di pfas. Vi hanno preso per i fondelli,per esempio, anche quando vi hanno promesso che avrebbero fatto il dosaggio dei pfas a 50 neonati e non l’hanno fatto. Non corrisponed a verità infine l’affermazione che voi fate l’interesse di tutti. Al di là di qualche dichiarazione di prammatica, le sorti degli ultrasessantacinquenni esclusi dal piano pfas, non è che siano ai primi posti nei vostri pensieri, per quanto io ne sappia. Buona gloria a tutte voi.

      1. Dott. Cordiano io la stimo molto. Credo che non sia aggiornato su come ci stiamo muovendo se non dai giornali e da alcune persone a noi ostili. Io parlo a nome mio e di qualche altra mamma, non certo di tutte. Le siamo infinitamente grate e riconosciamo sempre quello che lei ha fatto e continua a fare per cambiare questo sistema marcio. Sappiamo, forse solo in parte, come è stato trattato per il suo coraggio e la sua perseveranza. Volevo solo dirle che noi non abbassiamo la testa. Certo forse qualcuna ha commesso gravi errori a suo parere, non sta a me giudicare. Ma noi quotidianamente stiamo con il fiato sul collo di chi ha la responsabilità di questo e altri disastri, contestiamo quotidianamente quello che cercano di farci mandare giù se non ne siamo convinte. Sappiamo benissimo che la maggior parte di coloro che ora dovrebbero cambiare le cose erano già stati ampiamente informati e non hanno fatto nulla. E allora? Cosa dovremmo fare se non tentare in tutti i modi a noi possibili di costringerli a cambiare? Quale altra soluzione possibile? In Italia esiste un vuoto legislativo sull’argomento in questione. Ci sono difficoltà ad “incastrare” i colpevoli (non solo gli inquinatori ma anche coloro che hanno permesso e che continuano a permettere tutto ciò). Leggendo gli altri commenti mi sembra che stiamo tutti, ciascuno a suo modo, facendo le stesse pressioni e chiedendo le stesse cose. Come potrebbe essere altrimenti? Quindi chiedo a tutti di non sprecare energie in critiche e di continuare a lavorare per cambiare le cose. Per il bene di tutti, sì, anche dei figli di chi permette questi fatti ignobili.

  3. Pienamente d’accordo, cose che penso e dico da tempo prima che le mamme nascessero dal ns gruppo di montecchio. Ora sono diventate solo un punto mediatico nel nulla.

  4. Ritorno al tuo ultimo commento Vincenzo , quello del 17 luglio. I NODI vengono al pettine. Le responsabilità politiche sono ormai sempre più evidenti.
    Non è possibile dialogare con gli inquinatori e con coloro che hanno permesso di inquuinare
    Da quanti anni va avanti questa pantomima?
    CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute, e l’Ambiente) , apartitica , non accetta più alcuna soluzione temporanea e di tamponamento per un territorio ed i suoi abitanti già altamente contaminati.
    CillSA sollecita l’intervento della magistratura ( non la prega) affinché le indagini in corso vengano portate a completamento entro l’estate, vengano individuati definitivamente i responsabili e venga effettuata la bonifica di tutto il territorio. L’intervento deve essere immediato.
    E non dimentichiamo le precise responsabilità di Zaia, della provincia, dei sindaci , solo per nominare i politici ( qualche dimissione sarebbe d’obbligo o no?).

  5. Rete Gas Vicentina nella lotta assieme al Coordinamento Acqua libera dai Pfas da inizio 2016, concorda con dott. Vincenzo Cordiano e ribadisce le intenzioni espresse da Cillsa:
    Rete Gas Vicentina non accetta più alcuna soluzione temporanea e di tamponamento per un territorio ed i suoi abitanti già altamente contaminati.
    Sollecita, inoltre, l’intervento della magistratura ( non la prega) affinché le indagini in corso vengano portate a completamento entro l’estate, vengano individuati definitivamente i responsabili e venga effettuata la bonifica di tutto il territorio. SUBITO!
    Rete Gas Vicentina non dimentica le precise responsabilità di Zaia e della provincia, ma ancor più “addita” i SINDACI PRIMI CITTADINI RESPONSABILI DELLA SALUTE DEI PROPRI ABITANTI per le negligenze adottate. Si, perchè quando un sindaco finge di non vedere una problematica ormai eclatante, di pura NEGLIGENZA si tratta.
    Rete Gas Vicentina, non concorda con il modus operandi del Gruppo Mamme No Pfas, ma è aperta ad un dialogo di confronto e di collaborazione con loro
    perché crede nelle risorse che ne fanno parte. Si tratta solo di ampliare le vedute con più senso critico rispetto al sistema che ci governa. Marzia Albiero

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