Per arrestare la diffusione della COVID-19 date la caccia ai superdiffusori. E metteli in quarantena a vista

in ogni epidemia è stato dimostrato che la maggior parte degli individui in una comunità causa pochi o nessun caso secondario, mentre altri hanno la capacità di infettare secondariamente un numero spropositato di soggetti e sono definiti “super diffusori”

Sulla base dei casi verificatisi a Hong Kong e in Canada, è stato dimostrato che il coronavirus SARS si è chiaramente diffuso da persona a persona e potrebbe essere acquisito da un contatto diretto faccia a faccia, suggerendo la diffusione tramite le goccioline respiratorie [1–3]. A causa della rapida ed estesa diffusione della SARS a Hong Kong, si è ipotizzato che potrebbero verificarsi altri tipi di diffusione, come la diffusione per via aerea o oro-fecale. La diffusione aviotrasportata è la spiegazione più probabile per gli eventi “superspreader” (superdiffusivi), tra cui un piccolo focolaio verificatosi su un aereo [3] e, probabilmente, la grande epidemia esplosiva negli Amoy Gardens e nei complessi residenziali circostanti a Hong Kong [4,5]. I “superdiffusori” sono individui responsabili della trasmissione di un numero sproporzionatamente elevato di eventi contagiosi in corso di epidemie [5].

Speziale veneziano, vestito per difendersi dalla peste mentre visitava i pazienti

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GenX dall’Olanda nelle falde di Trissino. Perché si grida allo scandalo?

la DuPont inviò fra il 2006 e il 2013 all’EPA almeno 16 documenti in cui si descrivono gli effetti tossici osservati negli animali nutriti con GenX

Il GenX è uno dei 4730 composti della famiglia dei PFAS  ufficialmente riconosciuti dall’OECD in uno studio recente. Fu introdotto qualche anno fa dalla DuPont per il sostituire il PFOA nel processo di produzione delle pellicole antiaderenti al Teflon da applicare sulle pentole e di numerosi altri prodotti di consumo e utilizzo quotidiano. Definito dalla DuPont come dotato “di un profilo tossicologico più favorevole” in realtà ha le stesse proprietà chimico-fisiche di tutti gli altri PFAS: è tossico, persistente, si accumula negli orgnismi viventi . Ancor prima che la EPA americana ne autorizzasse la commercializzazione e  la FDA il suo utilizzo per i contenitori per alimenti, la DuPont aveva condotto studi negli animali di laboratorio che ne attestavano inequivocabilmente la cancerogenicità. Sappiamo che la DuPont inviò fra il 2006 e il 2013 all’EPA almeno 16 documenti in cui si descrivono gli effetti tossici osservati negli animali nutriti con GenX: oltre a vari tipi di cancro, anche danni al fegato, alterazioni del colesterolo, basso peso alla nascita ecc. Come si vede sono gli effetti tossici tipici dei PFAS. Leggi tutto “GenX dall’Olanda nelle falde di Trissino. Perché si grida allo scandalo?”