Zaia, anche il rosso ti dà alla testa? Forse è il caso di riposarsi un pò….

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sembra essere andato un pò in confusione causa coronavirus e definizione delle zone rosse. Sarò solo un segno di stanchezza, sicuramente. Non sarebbe opportuno che lo Zaia Luca si riposasse un pò e se ne andasse in pensione assieme al Luca Zaia a godersi la ricca rendita assicuratagli (o assicurata loro visto che sembrano essere due distinti signori?) da oltre ventanni di carriera politica.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia sembra essere andato un pò in confusione causa coronavirus e definizione delle zone rosse. Come riferiscono gli organi di stampa, il 4 marzo avrebbe invocato l’estensione a tutto il Veneto della zona rossa. Questo uno stralcio della dichiarazione <<Siamo preoccupati della salute di tutti i veneti”, ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia arrivando alla protezione civile di Marghera per la video conferenza di questo pomeriggio col premier Conte sul coronavirus. “Noi ci consideriamo tutta una zona rossa, trovo assurdo pensare che lo sia solo una parte della Lombardia, così come per il Veneto e l’Emilia-Romagna”, ha sottolineato Zaia. “Siamo ormai toccati da vicino – ha proseguito Zaia – da un lato perchè i focolai ci sono in tutte le province del Veneto, dall’altro perché comunque il danno diretto e indiretto l’economia lo subisce sempre, sia che abbia un cittadino malato sul suo territorio o che non ce l’abbia.>>

Forse non è lo stesso Luca Zaia quello che, solo tre giorni dopo, avrebbe protestato per la decisione del Governo di includere le province di PD, TV e VE nell’elenco delle zone rosse italiane ad alta diffuzione sel coronavirus.

Ad una prima lettura ho pensato che la protesta fosse causata dalla decisione governativa di dichiarare zona rossa “solo” tre province e non tutta la regione come lo stesso aveva invocato qualche giorno prima. E invece no, lo Zaia protesta proprio per la scelta di includere tre province definendola “esagerata e inopportuna”. “Noi continuiamo a dire che vogliamo che le nostre tre province escano da questa idea di zona rossa, rispettiamo le regole, però non vogliamo avere tre province dentro sulla base di quella classificazione” avrebbe affermato lo Zaia preoccupato, molto preoccupato perché “c’è tutto il tema delle merci che secondo me non e’ chiaro, quello deve essere libero altrimenti vuol dire ammazzare le aziende”.

Ammazzare le aziende? Le aziende vengono prima della salute?

Non è la prima volta che lo Zaia Luca non sembra ricordare quello che un certo Luca Zaia aveva detto qualche giorno prima: è già successo per il MOSE, per le PFAS, per la Pedemontana veneta e chissà quante altre volte.

Sarò solo un segno di stanchezza, sicuramente. Non sarebbe opportuno che lo Zaia Luca si riposasse un pò e se ne andasse in pensione assieme al Luca Zaia a godersi la ricca rendita assicuratagli (o assicurata loro visto che sembrano essere due distinti signori?) da oltre ventanni di carriera politica.

Qualora si presentasse per il terzo mandato, invece, forse sarebbe opportuno chiedergli prima (o chiedere ai due Zaia che sembrano occupare la cadrega di presidente regionale a giorni alterni) di presentare un certificato medico. In alcune persone, certamente non è questo il caso dei due Luca, continue “dimenticanze” o giravolte repentine potrebbero essere il primo segno di incipiente declino cognitivo o di altre pù gravi malattie psichiatriche. I pesticidi, di cui il Veneto è il primo consumatore in Italia, più del doppio della media nazionale, ampiamente usati anche nelle terre di quel vinaccio che in genere è il Prosecco, potrebbero essere responsabili.

Sacchi “cancerogeni” lungo la Pedemontana Veneta: lavati dalla pioggia contamineranno ulteriormente le falde

“Sacchi cancerogeni lungo la Pedemontana” titola un articolo di oggi 5 maggio 2019 dell’amico Marco Milioni appena pubblicato su Vicenzatoday.
Racconta Marco che da molti giorni „chi passeggia lungo la strada sterrata che in direzione nord costeggia il torrente Agno ha potuto notare una distesa di sacchi bianchi, svariate centinaia centinaia, dislocati proprio lungo il sedime della Superstrada pedemontana veneta, nota come Spv, da tempo in costruzione. Il cantiere è quello vicino alla chiesa agreste di San Rocco a pochi passi dal nuovo ponte che a breve, proprio in quella zona dovrebbe attraversare il corso d’acqua, in queste ore gonfio a causa delle abbondanti precipitazioni.“
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Il modello Riace è distorto. Meglio il modello Rosarno

Modello distorto quello di Riace? Evidentemente per Salvini e i suoi amici mafiosi , il modello ideale è quello della baraccopoli di Rosarno, con la tendopoli finanziata dalla Regione. Soldi pubblici anche quelli ,che servono a confinare in un lurido campo di concentramento uomini e donne sfruttati costretti a “vivere in condizioni pietose” sotto il giogo della mafia. È questa la legalità di Salvini? Quanto ci costa Rosarno? https://www.corriere.it/…/e7b13272-ebe2-11e7-9fa2…

Salvini, quand’è l’ultima volta che hai pagato il canone RAI?

Il leghista Salvini ha in passato dichiarato più volte di non pagare il canone RAI, ammettendo di essere a tutti gli effetti un evasore fiscale,

 

salvini non paga canone rai
Salvini dichiara di non pagare il canone rai

Il leghista Salvini ha in passato dichiarato più volte di non pagare il canone RAI, ammettendo di essere a tutti gli effetti un evasore fiscale, essendo il canone una tassa. Eppure il governo di cui fa parte ha il 60% di consensi e di popolarità, secondo un recente sondaggio. Non c’è che dire, è proprio vero che gli italioti hanno il governo che si meritano, e si conferma che la maggioranza degli abitanti della penisola sono sempre stati di destra, menefrighisti, tendenzialmente evasori e razzisti. Leggi tutto “Salvini, quand’è l’ultima volta che hai pagato il canone RAI?”