Dottor Dell’Acqua, lo sa che all’ARPAV lavora un professionista ex Miteni? È credibile che non sapesse cosa si produceva nella sua ex azienda?

L’intervista rilasciata dal dottor Nicola Dell’Acqua al Giornale di Vicenza del 28/4/2019 assolve essenzialmente  la sua agenzia e altre istituzioni regionali che, a suo dire, si sarebbero comportate in modo egregio nella vicenda PFAS in Veneto.

Non la pensano così i carabinieri del NOE che, come è noto, hanno ipotizzato  pesanti  responsabilità proprio dell’ARPAV e dello SPISAL di Arzignano, fra gli altri, i quali non avrebbero fatto nulla per porre fine al disastro ambientale, pur essendone a conoscenza da anni.

porte girevoli fra iteni e APRPAV?
Porte girevoli fra MIteni e ARPAV?

Fra le affermazioni autocelebrative mi ha colpito il passaggio relativo alla assegnazione   dei compiti ai vari attori. Secondo il pensiero di Dell’Acqua La responsabilità sarebbe di ISPRA, CNR, ISS che sono pagati da noi pe fare ricerca. Afferma il Dell’Acqua: “Sono loro che devono dire al povero operatore Arpav che esce sul territorio quali sono le verifiche che deve fare. Come fai a dirgli dieci anni dopo ‘dovevi fare attenzione ai Pfas oltre che a cromo, metalli e altro?

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Fra le affermazioni autocelebrative mi ha colpito il passaggio relativo alla assegnazione   dei compiti ai vari attori. Secondo il pensiero di Dell’Acqua La responsabilità sarebbe di ISPRA, CNR, ISS che sono pagati da noi pe fare ricerca. Afferma il Dell’Acqua: “Sono loro che devono dire al povero operatore Arpav che esce sul territorio quali sono le verifiche che deve fare. Come fai a dirgli dieci anni dopo ‘dovevi fare attenzione ai Pfas oltre che a cromo, metalli e altro?

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Il 21 marzo 2019 a Thiene incontro pubblico su inquinamento dell’acqua e dell’aria

Locandina dell’incontro pubblico su Acqua Aria e Inquinamento

Il 21 marzo 2019 a Thiene (VI) in Via San Francesco 4 alle ore 20.30 incontro pubblico su inquinamento dell’aria e dell’acqua nell’Alto Vicentino e le ripercussioni sulla salute. Anche a Thiene hanno trovato i PFAS e in quantità non trascurabili

Domani al Seminario “Urban Nature, diamo spazio alla Natura in Città” organizzato dal WWF

seminario sulla biodiversità urbana, sui servizi ecosistemici che essa offre, sulla sua importanza per il benessere umano e, in modo particolare, per quello dei più giovani, sul suo valore educativo e sul ruolo che la scuola può rivestire per aumentarne la presenza e la qualità

Domani sarò relatore al seminario del WWF riservato ai docenti delle scuole al liceo Quadri di Vicenza. partecipate con le vostre scuole al progetto. Qui il programma di domani

Il WWF Italia invita i docenti delle scuole di ogni ordine e grado a un seminario sulla biodiversità urbana, sui servizi ecosistemici che essa offre, sulla sua importanza per il benessere umano e, in modo particolare, per quello dei più giovani, sul suo valore educativo e sul ruolo che la scuola può rivestire per aumentarne la presenza e la qualità.
Per il terzo anno di fila il WWF Italia dedica alla natura in città una serie di iniziative volte a generare un modo di pensare gli spazi urbani dando più valore alla natura. L’obiettivo è promuovere azioni virtuose da parte di amministratori, comunità, cittadini, imprese e scuole per proteggere e incrementare la biodiversità del proprio territorio facendo comprendere quanto questa sia importante.
Educare i giovani ad abitare il mondo, attraverso un approccio positivo a partire dai luoghi di vita, può essere un primo passo per un loro futuro atteggiamento protettivo verso le forme viventi e l’ambiente naturale.
Il corso è rivolto agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado e prevede, oltre a un aggiornamento qualificato sui contenuti legati al valore della biodiversità urbana, proposte didattiche concrete.

Il 13 dicembre a Sandrigo (VI) per parlare di PFAS. Vi aspetto numerosi

Il caso PFAS è sempre più maledettamente attuale in Veneto, e la procura ancora tace.

Il caso PFAS è sempre più maledettamente attuale in Veneto, alla luce degli ultimi studi scientifici e dei risultati della cosiddetta “Presa in carico sanitaria della popolazione esposta” che evidenziano risultati sempre più preoccupanti a conferma di quanto andiamo dicendo fin dal 2012. E ancora tutto tace dalle parte della magistratura, che rimane insensibile al grido di dolore e all’invocazione d’aiuto che sale dalle mamme no PFAS.

Invito per incontro pubblico a Sandrigo (VI), 13 dicembre 2018, ore 20,30

Sono candidato al premio Luisa Minazzi all’ambientalista dell’anno

Legambiente organizza da una dozzina di anni il premio intotilato alla memPremio Luisa MInazzi all'ambientlaista dell'annooria di Luisa Minazzi, alfiere della lotta al mesotelioma e all’inquinamento da amianto. Quest’anno fra gli otto candidati ci sono anch’io. Il regolamento prevede varie modalità di voto. Se volete votarmi on line fino al 25 novembre cliccate qui

I fanghi dei depuratori (con o senza PFAS) al Nord sono più redditizi degli stupefacenti.

Sempre più criminali entrano nel business dei fanghi “trattati” che vengono utilizzati legalmente come “ammendanti” agricoli, cioè concimi. E ci guadagnano tutti: l’agricoltore che risparmia sui fertilizzanti e spesso vende i suoi campi per consentire lo scarico di materiali contenenti tossici e cancerogeni, il piccolo autotrasportatore a cui non frega niente pur di guadagnare e corre il rischio di essere arrestato, ai gestori degli impianti che evitano di smaltire i fanchi in discarica o in incneeriotri, risparmiando notevolemnte sui costi e arricchendosi. Non solo al Sud del camorrista che diceva ce “la munnezza è oro”, ma anche nella ricca Lombardia e nelle latre regioni del Nord.

Lo stesso è succcesso nel Veneto dei PFAS. ” Se parlo mi” arrestano un sacco Leggi tutto “I fanghi dei depuratori (con o senza PFAS) al Nord sono più redditizi degli stupefacenti.”

Sono candidato per Liberi e Uguali al collegio maggioritario di Vicenza

Dottore, ho fatto gli esami per i PFAS nel sangue. Cosa vuol dire?

Sempre più spesso ricevo richieste di commenti  sui risultati del dosaggio dei PFAS che tante persone si stanno facendo fare in privato. Premesso che sconsiglio vivamente di spendere soldi inutilmente per farsi fare questi esami (io non li ho fatti per esempio e non li ho fatti fare a nessuno dei miei familiari), d’ora in poi non risponderò più in privato a richiesti del genere, anche perché non ho proprio il tempo per star dietro a ogni singola richiesta.

Posto qui una rispsota che ho dato ad un mio amico la cui figlia ha 12 ng/g di PFOA e 5 ng/g di PFOS, con valori più inferiori per glli altri pfas. Leggi tutto “Dottore, ho fatto gli esami per i PFAS nel sangue. Cosa vuol dire?”

Comunicato stampa ISDE Italia su “nuovi” limiti PFAS in Veneto

I valori limite proposti dalla Regione Veneto per le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), non sono, non possono e non devono essere considerati come protettivi per la salute umana. Tanto più se il criterio utilizzato per la loro definizione è quello “spannografico” come recentemente dichiarato dal Presidente della Regione Veneto che pur considera, finalmente quello delle PFAS un “problema serissimo”

Per le sostanze tossiche e cancerogene, e le PFAS sono tra queste, il valore nelle acque ad uso umano, come nelle altre matrici fondamentali per la vita, deve essere zero.

Qualsiasi valore guida è, infatti, privo delle necessarie basi scientifiche e molto spesso rappresenta solo un valore possibile da raggiungere con le attuali tecnologie.

Deve essere messo in atto quindi ogni intervento ed azione per garantire  subito acque salubri e pulite alle popolazioni e in particolare ai bambini, alle donne in gravidanza e ai malati.

Da  anni la posizione dell’Associazione italiana medici per l’ambiente- ISDE,  espressa nella   Carta programmatica,  è chiarissima in tema di inquinamento delle acque ad uso umano.

ISDE ritiene che Istituzioni debbano  intervenire per contrastare in ogni modo l’inquinamento ambientale e nella fattispecie  per eliminare gli inquinanti già presenti nell’acqua ad uso potabile senza ammetterne di nuovi. Non si rende salubre e potabile l’acqua ope legis  attraverso decreti regionali, leggi nazionali o direttive europee

L’acqua è salubre e potabile quando non contiene sostanze tali da rappresentare un pericolo per la salute umana e quindi, nella fattispecie, non deve contenere  nella maniera più assoluta alcun quantitativo di PFAS.

5 Ottobre  2017

Per Informazioni:

Associazione Medici  per l’Ambiente – ISDE Italia

Via XXV Aprile, 34 – 52100 Arezzo

Tel: 0575-23612 – e-mail: isde@isde.it

Web: www.isde.it

Al Signor Sindaco di Lonigo avvelenato da PFAS, vada tutta la mia solidarietà di avvelenato

Signor Sindaco Luca Restello, durante l’audizione presso la commissione parlamentare bicamerale lei ha rilasciato alcune importanti dichiarazioni, fra le quali: “Avendo 50 anni, ho bevuto questa acqua per 50 anni, quindi, certamente, sono una persona molto contaminata. Tuttavia, la cosa che mi rammarica di più – faccio un discorso da cittadino, più che da sindaco – è che durante questo tempo ho anche avvelenato i miei figli perché, credendo alle parole dei sindaci, ho sempre fatto loro bere acqua dal rubinetto; oggi, invece, scopriamo che quest’acqua non era idonea alla nostra salute. In tal senso, sono quindi particolarmente adirato. Qualcuno mi ha accusato di essere un sindaco allarmista solo perché ho cercato di ottenere risposte, che a tutt’oggi non ho ancora avuto…”.[1] Leggi tutto “Al Signor Sindaco di Lonigo avvelenato da PFAS, vada tutta la mia solidarietà di avvelenato”