Il comitato direttivo ISDE Veneto emette comunicato stampa sulle PFAS delle discariche percolate nelle falde

Non esistono livelli per quanto minimi di PFAS nel sangue che possano essere ritenuti privi di effetti tossici, trattandosi di sostanze che si accumulano nel sangue fino ad oltre 100 volte rispetto alle quantità contenute nell’acqua potabile.

Il rinvenimento di concentrazioni importanti di sostanze perfluoroalchiliche nelle falde acquifere sottostanti le discariche di Torretta e di Pescantina, oltre che nell’acquedotto di quest’ultima, conferma la gravità della contaminazione ambientale da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) e la sua diffusione potenziale  a tutto il territorio veneto. Come noi di ISDE sosteniamo da tempo vi sono centinaia di potenziali sorgenti di contaminazione oltre all’impianto produttivo della Miteni non più attivo: discariche, aeroporti, industrie che utilizzano PFAS e che continuano a scaricare nell’ambiente queste sostanze. Preoccupano le affermazioni riportate dagli organi di stampa che sarebbero state  rilasciate da gestori dell’acquedotto e dalle istituzioni sanitarie locali, secondo cui non vi sarebbero problemi per la salute dei cittadini. Queste affermazioni che vorrebbero essere tranquillizzanti, in realtà non lo sono affatto non esistendo prove documentate e sottoposte a revisione scientifica fra pari a sostegno di tali affermazioni. ISDE Veneto chiede che anche nella popolazione residente attorno alla discarica di Pescantina, potenzialmente esposta alle PFAS con l’acqua potabile da più decenni, siano immediatamente effettuate indagini di screening su tutta la popolazione esposta di qualsiasi età, neonati, bambini, donne gravide e anziani compresi. ISDE Veneto chiede inoltre che sulle popolazioni esposte all’acqua destinata ad uso umano a Pescantina siano effettuati studi retrospettivi analoghi a quelli effettuati nella cosiddetta zona rossa, con lo scopo di confermare o smentire i risultati preliminari di indagini compiute con l’analisi delle esenzioni ticket  che sembrano suggerire che anche nella popolazione che insiste attorno alla discarica di Pescantina si siano verificati eccessi di patologie associate alle PFAS e in particolare: cancro del testicolo; cancro dei reni; malattie della tiroide; diabete in gravidanza: preeclampsia e altre complicanze materno-fetali della gravidanza; ipercolesterolemia e sue complicanze cerebro e cardiovascolari; malattie della tiroide; infertilità maschile e femminile; asma e altre malattie allergiche con particolare riguardo all’ età pediatrica. ISDE Veneto chiede al Sindaco di Pescantina e alle istituzioni sanitarie locali che: sia vietata l’utilizzo dell’acqua contenente PFAS almeno nelle scuole di ogni ordine e grado e che il divieto venga esteso ai bambini e alle donne gravide; sia effettuato un monitoraggio di tutti i pozzi privati; sia compiuto un monitoraggio degli alimenti di origine vegetale e animale prodotti in loco; siano adottati immediatamente filtri alla rete di distribuzione dell’ acqua per uso umano in modo da assicurare immediatamente la somministrazione di acqua a zero PFAS. Non esistono livelli per quanto minimi di PFAS nel sangue che possano essere ritenuti privi di effetti tossici, trattandosi di sostanze che si accumulano nel sangue fino ad oltre 100 volte rispetto alle quantità contenute nell’acqua potabile.  Se la tutela della salute della popolazione è realmente, come dovrebbe essere, l’interesse principale delle amministrazioni locali e delle istituzioni sanitarie locali regionali, il comitato direttivo di ISDE Veneto ritiene che non si possa prescindere dall’adozione immediata delle misure sopra elencate. ISDE Veneto ritiene anche indispensabile che le indagini siano estese a tutte le altre discariche del Veneto e che sia immediatamente vietato lo spargimento di fanghi reflui da depuratori civili e industriali sui terreni agricoli.

13/12/2019

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