Governo del cambiamento? In peggio, almeno per quanto riguarda l’ambiente

in oltre 30 anni di attivismo, di voltagabbana ne ho visti tanti e da vicino, ma mai così lesti nel cambiare casacca. Del resto la capacità dei sistemi di potere di sussumere anche le istanze (apparentemente) più radicali è cresciuta enormemente negli ultimi anni, e ciò fa il paio con lo scadimento culturale e politico al quale assistiamo a tutti i livelli

Non è farina del mio sacco, l’ho ricevuto  da un forum cui sono iscritto, ma condivido in toto.

“Mi pare evidente che il cosiddetto Governo del Cambiamento sia gettando la maschera ancora prima di muovere i primi passi. Del resto dalla Lega Nord che ha governato il Paese per anni e che governa regioni importanti come Veneto e Lombardia da decenni, che si è resa complice, per lo meno sul piano politico, di sistemi affaristici e malavitosi come quello del Mose, non ci si poteva aspettare certo qualcosa di diverso.

Ma che dire del Movimento 5 Stelle? Quello che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, che non avrebbe mai fatto compromessi, che dell’ambiente aveva fatto addirittura una delle sue 5 stelle?!

Sui rifiuti abbiamo appreso le ultime novità del ministro Costa, ma facciamo il punto su quanto accaduto sul resto nell’ultimo mese:

– 23 luglio, sulla TAV Torino-Lione il ministro alle infrastrutture e trasporti, il 5S Toninelli interviene così su radio 1: “La Tav è un’opera “che abbiamo ereditato; quando è nata, se ci fosse stato il M5s al governo, non sarebbe mai stata concepita in questa maniera, così impattante, così costosa”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli a Radio1 condannando “fermamente le proteste incivili soprattutto perché limitano l’espressione delle proteste civili”. Il nostro obiettivo, ha precisato il ministro, “sarà quello di migliorarla, così come scritto nel contratto di governo. Non vogliamo fare nessun tipo di danno economico all’Italia ma vogliamo migliorare un’opera che è nata molto male“.” Quindi oltre a confermare l’impegno dell’Italia su una delle grandi opere più stupide, impattanti e costose (per migliorarla certo) si passa già alla criminalizzazione del dissenso. I devastatori dei territori in doppiopetto invece rimangono delle persone civili e per bene.

– 23 luglio sul gasdotto TAP (opera ancora più insulsa se si pensa alla netta inversione di rotta che dovremmo attuare in campo energetico per rispondere alla drammatica emergenza dei cambiamenti climatici) la ministra 5S Barbara Lezzi ha dichiarato: “Stiamo lavorando per ritoccare l’opera, non siamo arrivati al punto di adottare il meno peggio, abbiamo sempre detto che non è un’opera strategica per il nostro paese. Quello che io ho detto in questo mese e mezzo è che questa opera è vincolata da un trattato internazionale, non giochiamo con la semantica, è una questione complessa da affrontare. Non è una barzelletta o un post su facebook”. Della serie siamo diventati più realisti del Re…come Renzi o Berlusconi del resto. Non sono mancate le contestazioni degli attivisti No Tap

– 21 luglio, Sul MOSE, in risposta ad una interpellanza del deputato Nicola Pellicani (per altro esponente del PD, partito notoriamente pro Mose), il sottosegretario Michele dell’Orco del Movimento 5 Stelle, ha affermato che l’opera si deve concludere. Certo si devono ripristinare le condizioni di “legalità” e di “trasparenza” nella gestione dei soldi, ma tutto al fine di evitare il rallentamento dei lavori. Le pericolose carenze tecniche che ogni due per tre saltano fuori, le denunce del comitato No Mose e di molti tecnici esperti sulla inutilità dell’opera, sulla sua pericolosità nel caso entrasse in funzione (l’effetto risonanza potrebbe provocare la rottura delle paratoie con chissà quali conseguenze), sui costi di mantenimento (almeno 100 milioni di euro/anno), vengono saltate a piè pari. In nome di quale logica?! Forse che il 93% di opere sbagliate già realizzate giustificano il completamento del rimanente 7%. Come diceva il proverbio? Errare è umano..perseverare è diabolico.

– 6 luglio sui caccia F-35, la ministra del M5S dichiara su facebook: “Il governo del cambiamento non cambia sugli F35: “Ma non ne compreremo altri” Intorno agli F35 si crea un indotto tecnologico, di ricerca e occupazionale, che noi taglieremmo. Quindi bisogna valutare bene il costo di tagliare o mantenere. Potremmo scoprire, dall’analisi che stiamo facendo, che tagliare costa più che mantenere. Ma sicuramente non ne compreremo di nuovi“. Eppure il Movimento 5 Stelle aveva sempre detto di voler cancellare il programma degli F35, armi costosissime progettate per attaccare.

– 17 giugno, sulla Pedemontana Veneta e sulla Tav Brescia-Padova, sempre il ministro pentastellato Toninelli si aggrappa all’analisi costi-benefici per “valutare la sostenibilità effettiva dal punto di vista economico e ambientale”. Con buona pace delle innumerevoli e comprovate denunce dei comitati che ormai da anni hanno già dimostrato con dati oggettivi come si tratti anche in questo caso di opere generatrici di debito pubblico e di devastazione ambientale;

– Grandi navi? Orte-Mestre? Valdastico nord? Pedemontana lombarda?…per ora silenzio assordante

Devo dire che in oltre 30 anni di attivismo, di voltagabbana ne ho visti tanti e da vicino, ma mai così lesti nel cambiare casacca. Del resto la capacità dei sistemi di potere di sussumere anche le istanze (apparentemente) più radicali è cresciuta enormemente negli ultimi anni, e ciò fa il paio con lo scadimento culturale e politico al quale assistiamo a tutti i livelli.”

E ci sarebbero da aggiungere tante altre cose: La tracciabilità delle spese dei parlamentari M5S (sparito il sito sul quale pubblicavano l eloro spese; l’elezione di fannulloni come il deputato Mura che se ne va in giro pe ril mondo a fare politica sulla sua barca a vela, ecc.ecc)

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